5: Creta e Micene

Creta

La civiltà sviluppata nell’isola di Creta a partire dal 1600 a.C. c.a. è detta anche minoica. Infatti il suo più famoso re fu Minosse. I cretesi si svilupparono contemporaneamente alle civiltà della mesopotamia e dell’Egitto, anche se in seguito vennero sottomessi dagli Achei (i Dori stanziati nel Peloponneso).

Civiltà acheo-micenese

Dalla civiltà dell’isola di Creta si sviluppo quella acheo-micenese, chiamata così dal nome della più importante città achea, Micene.
Infatti le due civiltà sono la continuazione l’una dell’altrae da essa si sviluppò la civiltà Greca.

Mitologia

La mitologia cretese è molto variegata. Essi credevano nel racconto mitico di Dedalo, l’architetto che costruì il palazzo di Minosse ed un labirinto da cui, secondo la leggenda, nessuno poteva fuggire. In seguito Dedalo si stabilì in Grecia dove praticò e divulgò la sua arte.

Teseo

Un altro mito importante è quello di Teseo. Secondo questo, dopo l’uccisione del figlio di Minosse da parte degli ateniesi, il re organizzò una spedizione che vinse contro Atene.

Minotauro

In seguito volle che ogni anno questa città gli inviasse sette fanciulli e sette fanciulle da sacrificare al Minotauro, un essere nato da sua moglie e un toro per volere di Poseidone. Teseo si unì al gruppo di ragazzi da sacrificare e, con l’aiuto di Dedalo e di Arianna, figlia di Minosse, uccise il Minotauro.

I periodi

In base ai reperti archeologici ritrovati la cronologia cretese si può dividere in quattro periodi: periodo prepalaziale, protopalaziale, neopalaziale e postpalaziale.

Periodo Prepalaziale (2500-2000)

Il periodo prepalaziale è antecedente alla costruzione dei palazzi. Gli edifici erano costruiti in mattoni crudi e dipingevano gli intonaci degli interni.

Periodo Protopalaziale (2000-1700)

In questo periodo vengono edificati i grandi palazzi nelle città di Crosso, Festo e Maglia.
Essi erano organizzati attorno a uno spazio centrale a pianta rettangolare e i diversi ambienti erano situati a vari livelli, assecondando gli andamenti del terreno.
Un’importante risorsa artistica del periodo è la ceramica, in particolare quella in stile Kamares.

Periodo Neopalaziale (1700-1800)

Nel periodo Neopalaziale vengono ricostruiti gli edifici scomparsi in seguito ad un terremoto.
La loro composizione riprende quella del periodo antecedente, ovvero quella Protopalaziale.
Uno dei più importanti palazzi che potremmo definire un palazzo-città è quello di Crosso. Esso era di enormi dimensioni e accoglieva al suo interno oltre ai regnanti una vasta comunità. Mancano le mura difensive, forse perché Creta era un’isola e non aveva molti nemici e tutte le attività della città erano svolte in questo palazzo.
Nel palazzo si trovavano dappertutto delle colonne, con un capitello a toro (con la forma di un solido a pianta circolare e le pareti laterali convesse) e rastremato (con un diametro che diminuisce dall’alto verso il basso).
Le pareti e le colonne erano solitamente colorate con dei colori accesi. La produzione di ceramica inizia a farsi più intensa: le forme diventano più libere e i decori, rispetto ai periodo precedenti, più fantasiosi.

Periodo Postpalaziale (1400-1100)

Nel periodo Postpalaziale l’isola di Creta venne conquistata dagli Achei: come conseguenza la produzione artistica divenne meno creativa e le forme infatti restarono quelle sperimentate nei secoli precedenti e le decorazioni ripetitive.
Come effetto dei commerci con le popolazione continentali l’arte si trasformò in un raffinato artigianato.

Micene

periodi

Come quella minoica, anche quella micenea può essere divisa in periodi: miceneo antico, miceneo medio e miceneo tardo.

Miceneo antico (1600-1500)

In questo periodo sono molto evidenti gli influssi cretesi e la produzione artistica minoica si sovrappone a quella micenea. I temi trattati nella ceramica sono infatti gli stessi di quella cretese.

Anche se sappiamo poco dei palazzi e delle abitazioni di questa fase, sono presenti molte tombe piene di ricchi corredi funerari, i reperti più importanti del periodo.
Dallo Schliemman nelle tombe reali di Micene, furono rinvenute tre maschere, tra cui quella di Agamennone.
A differenza delle altre, questa, è di più pregevole e curata fattura.

Miceneo medio(1500-1400)

Questo periodo si distinge per il numero notevole di tombe a Tholos, cioè formate da una sala circolare costituita da una pseudo-cupola ogivale.
Tra le tombe spicca quella di Agamennone, formata da un corridoi esterno, le cui pareti crescono man mano che si ci avvicina al Tholos. L’acceso avviene tramite un ampia apertura di forma trapezoidale e un’architrave da 120 tonnellate.
Il diametro del Tholos è di 14,50 m ed è alto 13,20 metri.
La camera sepolcrale vera e propria è un’ambiente quadrangolare affiancato alla grande sala contenente il corredo funebre.

Miceneo tardo (1400-1100)

Quest’ultima fase è conclusa con la distruzione dei grandi edifici da parte dei dori.

Fortificazioni

durante il miceneo tardo si costruiscono immense mura che circondano il palazzo reale e gli edifici dell’acropoli, cioè la città alta.
Dalla loro estensione e maestosità dipendeva la potenza delle città stesse.

Tirinto

Una delle città fortificate più importanti fu Tirino con mura di 11m di spessore e un camminamento interno attorno all’acropoli.
All’interno delle mura di Tirino c’è un vasto cortile e su uno dei lati un Megaron, l’organismo più vasto e più interno dei palazzi micenei. Esso ispira il tempio greco.

Megaron

Il Megaron si compone di tre spazi: il primo, esterno, costituisce il vestibolo e reca sul fronte due colonne; per mezzo di tre aperture esso comunica con l’antisala, che possiede un accesso per la grande sala del trono dotata di quattro colonne e di un focolare.

Micene

porta dei leoni

Entrando nella capitale Micene si attraversa la monumentale Porta dei Leoni che immette nell’acropoli.
Essa è costituita da una soglia, due piedritti, un architrave sovrastato e nel triangolo di scarico, un rilievo, il cui soggetto dà il nome alla porta.
In esso, infatti, sono rappresentate due leonesse rampanti che poggiano le loro zampe anteriori sulla base di una colonna di tipo minoico, cioè rastremata.

Un’autore importante dell’epoca fu Omero che scrisse dei poemi ambientati nell’universo storico Miceneo, come l’Iliade e l’Odissea.


6: La Grecia: dagli inizi all’età arcaica

Origini

Le origini della civiltà greca risalgono all’anno 2000 a.C, quando alcune popolazioni migrano verso la Grecia per trovare un clima più mite.
Questi popoli vengono da nord e da est e si stabiliscono nelle fertili terre attorno al Mar Egeo.

Dori

Il popolo dei Dori, dal IX sec. sottomettono il Pelopoponneso, fino a giungere a Creta e Rodi.
Questi costringono le popolazioni locali, Eoli e Ioni, a spostarsi in Asia minore.

Medioevo Greco (XII – IX)

Il medioevo greco si ricorda come un epoca di gravi crisi per i forti contrasti e le devastazioni, infatti tutto regredisce, specialmente l’arte e l’economia.
Dal medioevo greco e dal mescolarsi di varie etnie, nasce il popolo ellenico.

Rinascita

Nel periodo seguente al medioevo greco, si ha un periodo di rinascina culturale e economica. In questo lungo periodo nacquero la scienza, la filosofia e la politica.

Periodo di formazione (XII – VIII)

Il periodo di formazione è caratterizzato dall’invasione dorica del Peloponneso e coincide circa con il medioevo greco.
In questo periodo avvengono molti cambiamenti: si passa dalle culture residue cretesi e micenee, allo sviluppo autonomo di quella greca.

La polis

In questa fase viene a crearsi la Polis: una città autonoma sia sotto il punto di vista sociale che sotto quello militare.
Le Polis non sono quindi solo un nuovo modello urbanistico ma anche uno di organizzazione e convivenza civile.
Essa difatti si compone da diverse parti unite tra loro.

Acropoli

L’acropoli rappresenta il centro ideale e il luogo sacro della città poiché è posta alla sommità di un colle. Questa è cinta da possenti mura e al suo interno ospita i templi degli dei e, in caso di necessità, poteva offrire rifugio ai contadini.

Asty

Attorno all’Acropoli vi è l’Asty. In esso si trovavano le abitazioni, i magazzini e le botteghe artigianali.

Agorà

Al centro dell’Asty vi era l’Agorà. Essa era il luogo principale del commercio e della politica della Polis.

Chora

La Chora si stendeva attorno all’Asty ed era il centro agricolo di tutta la Polis che forniva ad essa il fabbisogno alimentare. Qui vivevano i contadini e i pastori che erano la parte più importante per la sopravvivenza della città.

Arte - poco significativa

L’arte di questo periodo è poco significativa, infatti non eccelle in architettura, scultura e pittura.
Le opere di questo periodo riguardano soprattutto l’artigianato, come quello della terracotta, con cui producevano vasi e anfore.
Le decorazioni del periodo sono create con motivi geometrici, semplici (triangoli, cerchi, quadrati etc…) o complessi (svastiche, greche etc…).
Alla rappresentazione concreta si preferiva quella astratta e senza motivi naturali, spesso disegnate con decorazioni nere su rosso-terracotta o giallo ocra.

Anfora del lamento funebre

Un’importante esemplare dell’arte del periodo è l’anfora funeraria del “Lamento funebre”.
Essa è alta 1,55 m ed aveva la funzione delle odierne lapidi. É decorata a fasce sovrapposte con motivi geometrici e il colore predominante è il nero lucido su rosso-terracotta.
Nella parta centrale e nel collo vi sono delle figure stilizzate.

Età arcaica (VII - VI)

Grazie alle migliori condizioni di vita del periodo si sviluppa l’artigianato, il commercio, si ha un incremento demografico e tutto questo comporta lo sviluppo della Polis.

La Magna Grecia

Poiché il terreno montuoso greco non permetteva l’espansione della Chora, lo sviluppo della Polis era limitato, quindi venne favorita la colonizzazione di terre fertili, come la Sicilia, l’Italia meridionale, la Spagna, la Francia e il Mar Nero.
Venne così a crearsi la Magna Grecia.

Architettura

Le prime costruzioni architettoniche nell’ambito greco sono i templi e i santuari.
In questi si predilige la proporzione e l’armonia tra le parti piuttosto che la maestosità.

Il Tempio

Il tempio, dimora degli dei, cambia a seconda delle dimensioni e del periodo. Nonostante ciò, due elementi sono una costante: il Naos e

il Naos

Il Naos è il vero luogo spirituale del Tempio, contenente il simulacro del Dio.

il Prònao.

Il Pronao è il colonnato antistante il Naos, e funge da filtro tra il terreno esterno e il Naos.

Tipologie

Vi sono diverse tipologie di tempio a seconda del numero e della disposizione delle colonne del Pronao.

In Antis

Il Pronao è racchiuso da due colonne quadrangolari che si prolungano dalle mura della cella e da due colonne intermedie.

Doppio Antis

Il pronao si trova anche dietro (opistodomo) anche se ha solo funzione estetica.

Prostilo

Il pronao è delimitato da quattro o più colonne.

Anfiprostilo

Come il Prostilo ma con colonne anche dietro.

Periptero

Le colonne si trovano tutte attorno al perimetro e creano il peristàsi. Esso prende il nome dal numero di colonne anteriori.

Pseudoperiptero

Non ha peristasi. È formato da mezze colonne addossate alle mura della cella.

Diptero

La cella è circondata da un doppio colonnato.

Pseudodiptero

La cella è circondata da un solo colonnato ma distante da essa in modo che il peristasi è largo il doppio.

A Tholos

La cella e il peristasi hanno forma circolare.

Monoptero

Con colonnato circolare ma senza cella.


7: La Grecia: Ordine Dorico

Ordine

In grecia si sviluppano diversi ordini architettonici, ossia regole matematiche sulla costruzione di edifici che permettono di mettere in rapporto le parti fra loro.
Gli ordini prendono spunto dall’osservazione della natura e dalla proporzione.

Il modulo

L’unità di misura a cui fanno riferimento tutte le parti di un tempio si chiama Modulo.
Solitamente i templi sono simmetrici e sono proporzionati ai moduli.
In ordine cronologico, gli ordini che si sviluppano in grecia sono: dorico, jonico e corinthio.

Ordine dorico

L’ordine dorico è il più antico dei tre ordini principali e anche il più maestoso.
Esso si sviluppa prevalentemente nel Peloponneso, in Sicilia e in Magna Grecia.

Componenti

Le parti che compongono un tempio di ordine dorico sono molte:

Crepidoma

Il crepidoma è la base del tempio, nella quale si possono trovare anche degli scalini.

Stilobate

Sul gradino superiore, chiamato stilobate, vi è la base delle colonne.

Colonna

Queste erano prima lignee ma in seguito divennero in pietra o marmo e divise in più blocchi per facilitare il trasporto.

Il fusto

Il fusto della colonna è rastremato verso l’alto non uniformemente infatti ad 1/3 della colonna c’è un’entasi. Nel fusto ci sono anche delle scanalature semicilindriche (solitamente 20).

Il capitello

La parte più elevata della colonna è il capitello. Esso ha alla base l’échino, un elemento a forma di catino convesso, con sopra l’abaco, un elemento superiore a forma di parallelepipedo basso. Questi elementi si uniscono alla colonna mediante il collarino.

Trabeazione

Sui capitelli sono appoggiati elementi strutturali e decorativi che prendono il nome di trabeazione.

Architrave

A collegare le colonne si trova un architrave chiamato Epistilio, formato da blocchi lunghi quanto un intercolumnio.

Fregio

Sopra l’architrave si trova il Fregio, diviso da un listello continuo chiamato Tenia.

Metope

Le Metope sono delle lastre poste a chiusura degli spazi creati tra le travi lignee che sorreggevano il tetto. Prima erano lisce, poi invece raffiguravano racconti mitologici tramite i bassorilievi.

Triglifi

I Triglifi sono quatto scanalature alternate alla metopa.

Cornice

Per proteggere il Fregio dalla pioggia e dalle intemperie si trovava la cornice o Geison.

Frontone

La parte frontale del tempio a forma triangolare è chiamata frontone. Essa è formata da timpano e gronda.

Timpano

Il timpano è un elemento triangolare alto 1/8 della base

Acroterio

L’acroterio è la statua sul frontone e spesso si ispirava ad un animale o personaggio mitologico.

Antefissa

L’Antefissa è posta lungo il perimetro per nascondere la prima fila di tegole del tempio

Colorazione

Questi elementi erano vivacemente colorati con tonalità di azzurro e porpora.

Rapporto formale

Tra i vari componenti del tempio c’è un rapporto, spesso proporzionato al diametro della colonna.
Conoscendo il modulo base si può quindi risalire alle misure di tutto il tempio.
Tra le proporzioni spesso utilizzate vi è l’intercolumnio di 2 moduli, l’altezza delle colonne di 6-7 moduli etc…

Effetti ottici

Nella costruzione del tempio i greci adoperavano alcuni accorgimenti che creavano degli effetti ottici. Tra questi c’è l’entasi, un rigonfiamento a 1/3 della colonna, lo stilobate convesso e le colonne leggermente inclinate verso l’interno

Tetto

Il tetto del tempio, a forma di capanna, ha delle capriate lignee inclinate di 15° con le tegole.

Templi

Heràion (VII)

Tra i templi più importanti vi è quello di Heraion, dedicato a Hera, la sposa di Zeus. Esso è formato da colonne in precedenza lignee, poi in pietra, non tutte delle stesse dimensioni.
Quelle antiche sono più tozze delle colonne recenti che hanno proporzioni più armoniche; da questo si nota l’evoluzione dell’ordine.
La pianta è periptale esastila e il naos è a navata unica con pronao e opistodomo. La peristasi è formata da 6x16 colonne, queste sono sproporzionate tra lunghezza e larghezza ma in seguito è la proporzione è di ½.

Magna Grecia

Nei templi della Magna Grecia sono presenti elementi nuovi e autonomi dalla madrepatria poiché si adattano alle esigenze di differenti popolazioni.

La Basilica di Paestum (VI)

La Basilica di Paestum, forse dedicata a Hera, ha la pianta periptera ennastila e la peristasi è formata da 9x18 colonne con un rapporto di 1:2.
Il colonnato ci è arrivato intatto. Nel tempio mancano il Naos, il frontone, il fregio e le cornici. Le colonne hanno un entasi pronunciata e un capitello con l’echino più schiacciato e bombato del normale. L’abaco è molto largo.
La decorazione del collarino è costituita da foglie stilizzate.
Il timpano e le metope sono di tipologia arcaica. Esse non sono scolpite ma dipinte o con decorazioni a bassorilievo.

Tempio di Cerere (VI)

Nel tempio di Cerere il pronao è delimitato da sei colonne con capitelli jonici.
Esso è il primo esempio della compresenza dell’ordine dorico e jonico.

Tempio di Nettuno

In onore di Nettuno (chiamato dai greci Poseidon) fu costruito un tempio ad oggi tra i meglio conservati.
Esso ha sia trabeazioni che frontoni, una pianta periptera esastila e una peristasi di 6x14 colonne.
Il Naos è a tre navate costituite da un doppio ordine di colonne sovrapposte. Vi sono sia il pronao che l’opistodomo.
Le colonne, di quasi 9 metri, sono massicce e, invece di avere 20 scanalature, ne hanno 24.
Le proporzioni rispecchiano l’equilibrio tipico dell’ordine dorico maturo.
Per correggere la visione ottica presenta molti accorgimenti costruttivi.


8: La Grecia: Ordine ionico e corinzio

Ordine ionico

Le origini dell’ordine ionico sono da ricercare in oriente. Esso è contemporaneo al dorico ed è presente nell’Attica, nelle isole egee e nella Magna Grecia.
L’intercolumnio nell’ordine ionico è 2-2,5 volte il modulo e conferisce al tempio snellezza e grazia.

componenti

Colonna

La colonna è alta 8-9 volte il modulo e il loro fusto è meno rastremato e senza entasi. Le scalanature sono solitamente 24 e hanno gli spigoli smussati. La particolarità di questo ordine è il capitello, formato dall’echino costituito da due volute decorate a ovuli e dardi e dall’abaco quadrato e decorato sempre a ovuli e dardi.

Base

Per la prima volta si trova la base, diversa a seconda del luogo di costruzione del tempio.
La più usata è la base attica, costituita da due tori intramezzati da una scozia.
L’architrave è tripartito orizzontalmente a gittante.

Fregio

Il fregio è continuo in tutto il perimetro e non è scompartito in triglifi e metope. La cornice a differenza dell’ordine dorico in quello ionico è meno sporgente, mentre il timpano e la gronda del frontone richiamano quelli dorici.

Templi

Dei templi ionici rimangono pochi esempi soprattutto perché molti sono andati distrutti durante le guerre o sono stati rimaneggiati

Hearion di Samo (VI)

Dell’Heraion di Samo ci rimangono pochi resti, ma sappiamo che esso era un diptero octastilo.
Lo stilobate era più grande del solito (50x120) ed era costituito da 120 colonne molto esili con 40 scalanature e decorate alla base con tori e scanalature orizzontali.

Artemision di Efeso (570-560)

Del tempio di Artemision, dedicato ad Artemide, ci rimangono pochi resti. Questo tempio, forse il più grande dell’antichità, fu distrutto nel 356 e ricostruito nel 354. Era costruito interamente in marmo e aveva un pianta diptera octastila, lo stilobate di 55x115 con 117 colonne. Le colonne erano su tre file sul frone e su due nei lati e dietro. Queste erano solcate da 40-48 scanalature, avevano un’altezza di circa 19m ed alcune erano poggiate su tamburi scolpiti a rilievo. Alcuni capitelli erano formati da fioroni a 8 petali

Ordine Corinzio

L’ordine corinzio risale al I sec. d.C. ed è il più raffinato e snello.

componenti

colonna

La colonna, solitamente, è alta 10 volte il modulo. La base è attica e riprende quella ionica.
Il fusto, come nell’ordine ionico, ha 24 scalanature con gli spigoli smussati.
Il capitello è un tronco di cono decorato con delle foglie di acanto su tre livelli.
Oltre alle foglie di acanto il capitello è decorato anche con otto paia di piccole volute, quella al centro si chiama Elice.
L’abaco è formato da quattro archi concavi con al centro un fiore chiamato pistillo.
La trabeazione, la cornice e il frontone sono identici all’ordine ionico.

Considerazioni

L’ordine corinzio è poco usato nell’arte greca. Per la sua eccessiva snellezza non è adatto ai templi di grandi dimensioni.


9: la scultura

 

Età Arcaica

Nell’età Arcaica comincia il cammino per il perfezionamento della scultura dell’età Classica.

scuole

dorica

Nella scuola Dorica si predilige raffigurare la figura umana con forme semplici e squadrate.

attica

In quella Attica c’è una maggior cura nella rappresentazione e nella proporzione dei particolari anatomici,

ionica

mentre quella Ionica si ispira alla tradizione orientale, con una maggiore raffinatezza del modellato e proporzioni più slanciate e dolci.

statuaria

La statuaria ionica è tra le tre quella che anticipa la statuaria classica.

soggetti

Kouros

Uno dei soggetti più frequenti tra le statue è il Kouros, un giovane spesso nudo, eretto e visto in posizione frontale con la testa alzata. Le braccia sono lungo i fianchi con i pugni serrati e la gamba sinistra è leggermente avanti. In questo soggetto il volto è appiattito e le trecce stilizzate.

Kora

Un altro esempio di soggetto statuario è la Kora, una giovane donna con tunica e mantello, in posizione eretta con la testa dritta e i piedi nudi. Questa ha un braccio steso sul fianco e uno alzato sul petto.

Altre statue solitamente scolpite dai greci raffigurano uomini eroici o divinità, hanno solo valenza frontale e un sorriso enigmatico dovuto a dei problemi di rappresentazione

L’eta Classica (495 – 323)

In età Classica Atene ha un grande sviluppo con Pericle. Vengono costruiti grandi complessi edilizi e l’acropoli viene ricostruita. In questo periodo l’arte greca raggiunge il suo massimo splendore che durerà fino alla morte di Alessandro Magno.

statuaria

Nella statuaria compare lo stile severo, si ha una tecnica migliore e scompare il sorriso enigmatico. Nelle statue la testa diviene rotondeggiante, occhi e bocca hanno una collocazione migliore, la bocca è piccola con le labbra turgide, si accentuano le palpebre e i capelli sono più definiti in riccioli, ciocche e trecce.
Il corpo è più armonico poiché il busto acquista volume e le gambe sono snelle, lunghe e ben proporzionate.

posa

La posa non è più statica ma diviene in movimento e la statua compie un'azione.
I materiali più utilizzati sono marmo e bronzo, quest’ultimo più resistente dava maggior possibilità espressiva.

Opere

efebo

Tra le opere più famose vi è l’Efebo (Kritios, 480 a.C.). Questo è in marmo mutilo e contiene tutte le soluzioni adottate da Policleto: una leggera rotazione della testa, l’appoggio sulla gamba sinistra e il bacino rotato e sollevato. La statua accenna all’equilibrio e alla gravitazione, alla stasi e al movimento.

Zeus di Capo Artemisio

Un’altra opera molto significativa è lo Zeus di Capo Artemisio, forse costruito da Calamide attorno al 480. Questa statua è in bronzo e raffigura Zeus nell’atto di lanciare qualcosa. Esso ha le gambe divaricate, una posizione bilanciata, il piede sinistro poggia terra mentre quello destro poggia solo con la punta.
Il corpo non è teso e c’è un senso di immobilità. La visione è ancora solamente frontale.

Bronzi di Riace

Altre sculture importanti sono i Bronzi di Riace, delle sculture in bronzo di straordinaria fattura.
Entrambi del V secolo, il primo raffigura un giovane con i capelli lunghi e la barba riccia. Esso ha le spalle larghe, il busto eretto, ed è appoggiato saldamente sulla gamba destra.
Questa statua dà un senso di movimento. La gamba sinistra è disposta in avanti, il braccio destro è steso, quello sinistro alzato e la testa rivolta verso destra.
L’altro bronzo di Riace è simile al primo ma ha una linea alba più flessuosa e la testa più frontale. Gli occhi sono in pietra e avorio, la bocca e i capezzoli invece in rame rosso.
Queste statue ispirarono Policleto per la costruzione del Doriforo.

discobolo di mirone

Una statua greca che però oggi è andata perduta è il Discobolo di Mirone. A noi sono rimaste delle copie. Da esse sappiamo che in essa si rinuncia alla simmetria e vi è molto movimento. Il senso del movimento è dato dal massimo sforzo nella tensione dell’atleta. Nella statua il busto è frontale. Il braccio e il piede sinistro formano, con la loro posizione, un arco. Questa statua dà l’idea di una molla pronta a scattare, con l’atleta che accumula tutta la sua forza. Da qualunque punto di vista, tranne quello frontale, si perde il significato dell’opera.

Policleto

Uno degli scultori più importanti fu Policleto. Con lui inizia l’arte classica e le statua hanno un senso più marcato di movimento e stasi.
Policleto studiò la natura e il corpo umano, di cui stabilisce il rapporto fra le sue parti.

il doriforo

Tra le sue varie opere vi è quella dell’uomo ideale.
Questo è il Doriforo. Con quest’opera si abbandona la rigidezza della frontalità, infatti il corpo è in movimento. Tutte le partidel corpo hanno una posizione definita.
La scultura poggia il peso su di una gamba, mentre l’altra resta indietro. Il bacino è abbastanza sollevato. Il braccio destro, al contrario di quello sinistro che è in azione, è rilassato. L’azione della scultura procede a X (chiasmo).

Altre due opere di Policleto sono il Diadumeno e l’Amazzone ferita, la corrispettiva femminile del Doriforo.


10: la grecia: l'acropoli di Atene

Acropoli di Atene

L’acropoli più famosa è quella di Atene. Essa è sede di un palazzo miceneo ed è stata abitata fin dalla preistoria. Qui la vita umana è stata favorita dall’altitudine del terreno che lo rendeva facilmente difendibile.
Dopo la costruzione di Atene essa divenne un’area sacra dove vennero costruiti templi e altari.

prima dell'invasione persiana

Del periodo precedente all’invasione persiana non ci rimangono molti edifici intatti. Alcuni reperti sono arrivati a noi grazie a degli ateniesi che li hanno nascosti.

la ricostruzione

La ricostruzione di Atene avvenne in un’epoca prospera, in cui regnò Pericle.

gli edifici

il partenone

L’edificio più importante dell’acropoli è il Partendone, tempio dedicato ad Atena ha la sua faccia posteriore a destra dei Propilei, mentre quella anteriore è sul fronte opposto.

I Propilei (Mnèsicle, 437-32)

Si arriva nell’acropoli attraverso alcuni edifici, i Propilei, situati nella parte occidentale. Essi sono parte integrante dell’Acropoli, anche se sono situati esternamente. I Propilei sono formati da delle stanze a cui si accede tramite delle scalinate. Vi sono due vestiboli, quello occidentale e quello orientale.
Quello orientale è quadrato, è rivolto verso la città ed è costituito da tre navate, il cui soffitto è cassettonato in marmo.
Quello occidentale, al contrario, è rettangolare ed è disposto verso l’interno.
Le colonne dei Propilei sono doriche per le parti esterne e ioniche per quelle interne.
Questo complesso di edifici ha due ali laterali. Entrambe hanno dei colonnati dorici, però quella nord ha una pinacoteca, mentre quella sud è rimasta incompleta.

Tempietto di Atena Nike (Callicrate, 430-20)

A destra dei Propilei è stato costruito un piccolo tempio (8,17 x 5,40) in marmo pentelico, dedicato a Atena Nike. L’anfiprostilo è tetrastilo, e costruito secondo l’ordine ionico. Manca il pronao e l’opistodomo. La cella è quasi quadrata, più larga che lunga e l’ingresso è senza parete, con due pilastri interni e due nelle pareti laterali. Tra le decorazioni che possiamo trovare vi è la scozia e il toro scanalato nelle basi, colonne, nei pilastri e nel perimetro della cella. La trabeazione attornia tutto il tempio, l’architrave è tripartito e il fregio continuo è scolpito con guerre persiane. Il tempio è costruito con un manierismo post fidiaco, con alcune statue.

Statua di Atena Promacos

La statua di Atena Promacos era situata di fronte ai Propilei, costruita interamente in bronzo e alta 9 metri con il basamento. È ormai andata perduta.

Eretteo (421-04)

L’Eretteo fu costruito in diverse epoche su livelli diversi ed ha una forma asimmetrica. A differenza dei normali templi conteneva due celle dedicate a due divinità diverse (Athena Polìas e Poseidon-Eretteo). La cella di Athena Polis ha un portico esastilo di ordine ionico mentre la cella di Poseidon-Eretteo contiene un vestibolo tetrastilo sempre di ordine ionico.
La decorazione principale delle basi delle colonne è a treccia. Nella cella troviamo un recinto con delle semicolonne ioniche addossate ai pilastri. Una struttura particolare del tempio è la “Loggetta delle Cariatidi”: una struttura con delle colonne raffiguranti figure femminili.
La trabeazione è di ordine ionico e decorata con dentelli.

Teatro di Dionisio (338-26)

Il teatro di Dionisio ha le caratteristiche del comune teatro greco ed è poggiato sul pendio naturale.
Uno degli elementi del teatro è l’orchestra, uno spazio circolare dove era sistemato il coro.
Il Kolion era un insieme di gradinate a semicerchio divise verticalmente in Kerkìdes e orizzontalmente in Diazòmata.
La Scena era un fondale architettonico spesso colonnato o pilastrato. Vi eranoanche delle strutture avanzate ai lati della scena chiamate Paraskènia.
Il luogo vero e proprio della rappresentazione era il Proskènion.
In seguito l’orchestra divenne semicircolare e il Kolion assunse la forma di un ferro di cavallo.

Odeion di Pericle (442 ca.)

L’Odeion di Pericle è una sala quadrangolare ipostila con 90 colonne e una copertura a falde a tenda.

Odeion di Erode Attico (161 d.C.)

L’Odeion di Erode Attico è un teatro coperto, in muratura e non poggiato sul terreno.
La scena architettonica si articola su tre piani ed è chiaramente ispirato ai teatri romani.